MANIFESTO DEL SECONDO UMANESIMO ITALIANO

Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio Meqrima

Presidente Rita Mascialino

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MANIFESTO

DEL

SECONDO UMANESIMO ITALIANO  ®

Testo MANIFESTO A4

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www.accademiaitalianameqrima.it – www.franzkafkaitalia.it – www.ritamascialino.com

Ulteriori link: www.stefanozangheri.webley.com

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Il ‘Secondo Umanesimo Italiano’ ®

di Rita Mascialino

L’accostamento di due argomenti come la fantasia letteraria ed un Secondo Umanesimo Italiano da attuarsi oggi potrebbe a prima vista apparire non consono o anche stravagante. Di fatto l’Umanesimo è stato rinchiuso per bene negli studi accademici assieme alla sua battaglia ideale per la libertà di pensiero, per la verità in ambito culturale, per il rispetto e la giustizia nei confronti del pensiero degli Autori e del pensiero in  generale, nei confronti dei lettori dei testi letterari oltre che filosofici. Una battaglia tra le più nobili per la cultura, la civiltà umana tutta, la democrazia, divenuta buona ormai solo per la storia del passato. Una battaglia combattuta con la penna dalla cultura italiana e che qualcuno ci invidia, tanto che qualche autore di altra cultura ne vorrebbe negare l’esistenza e vorrebbe considerare l’Umanesimo addirittura una semplice continuazione della visione medioevale del mondo cui invece esso si contrappone del tutto rivoluzionariamente per certi aspetti fondamentali.

Ora l’Umanesimo era incentrato eminentemente attorno al significato del linguaggio in cui i testi letterari, filosofici e religiosi erano originariamente redatti e tradotti, un significato considerato tanto importante dagli umanisti italiani da non poter essere lasciato in balìa di interpretazioni soggettive o libere, pertanto facilmente, se non sempre, errate sia per incompetenza in ambito linguistico e comunque lontane dalla verità del messaggio, sia ad usum Delphini, falsate appositamente secondo finalità di potere, di caste di potere. Libertà, verità e giustizia sono il fulcro di ogni concetto di democrazia per quanto diversificato esso possa essere nelle varie culture umane e per questo concetto di democrazia così intesa fu scatenata dagli umanisti una grande rivoluzione culturale che ebbe anche i suoi martiri nei roghi accesi dalla Chiesa di Roma. Ciò che ha di così importante soprattutto l’opera letteraria per essere stata al centro di una diatriba tanto accesa nell’Umanesimo Italiano, sta principalmente nel fatto che nelle opere della fantasia letteraria si esprime la visione del mondo degli umani non solo limitatamente al riscontro con il reale che può anche ridursi alla conferma dello status quo, ma molto più profondamente e ampiamente fino ad attingere quanto giace nei circuiti  cerebrali più fini, sconosciuti e celati al quotidiano e all’azione pratica, una visione del mondo comprensiva di tutto quanto non è stato realizzato, comprensiva di ogni pensiero, sentimento e quant’altro sia comunque prodotto nella mente degli autori di testi letterari, comprensiva anche dei germi del futuro. È grazie in primo luogo all’opera letteraria interpretata secondo il suo significato oggettivo, grazie dunque agli studia humanitatis  che si può conoscere la più vera ed integrale visione del mondo degli umani, appunto la più vera umanità. Dalla grande primavera umanistica ad oggi molti secoli sono trascorsi senza che venissero l’estate, la maturazione piena, le interpretazioni veritiere, oggettive, scientifiche dei testi letterari, interpretazioni capaci di dare democraticamente ai poeti quello che è dei poeti, a tutti gli umani interessati alla cultura quello che è degli umani. È tempo che ci si accorga finalmente che senza interpretazioni corrette e approfondite quanto più possibile del significato del linguaggio, delle opere letterarie in particolare e del pensiero in generale, si può trattare solo di una pseudocultura, quindi di una pseudodemocrazia. È tempo che inizi un nuovo Umanesimo, il Secondo Umanesimo Italiano che prosegua e aggiorni al livello scientifico attuale il percorso iniziato tanti secoli fa con l’Umanesimo Italiano, interrotto ben presto e mai più ripreso finora in nessun luogo. È tempo che si debba conoscere il significato delle opere dei poeti e degli autori letterari per poterne trarre il beneficio in termini di conoscenza della personalità umana, della civiltà umana, in termini di ricerca scientifica sul significato dell’arte, in termini dei vantaggi che possono derivare dall’arte. Il Metodo Spaziale all’interno della Teoria Spaziale (Mascialino 1996 e segg.) per un’interpretazione oggettiva del significato del linguaggio è un primo strumento finalizzato a riscattare le interpretazioni dei testi letterari nel senso del citato Secondo Umanesimo Italiano.  Non è un caso che tale esigenza di oggettività nell’interpretazione dei testi letterari, di fantasia, si faccia avanti proprio in Italia, la patria d’origine dell’Umanesimo. L’Italia non può dimenticare la sua grande rivoluzione di pensiero, la più grande di tutti i tempi, e deve riprenderla e portarla avanti, ne ha il diritto ed anche il dovere più di qualsiasi altra cultura essendo essa stata la prima ad asserire la necessità di attingere il significato oggettivo del linguaggio, del testo letterario, di fantasia, per il bene della cultura, della più fine e vera democrazia e umanità. In questa epoca di grande crisi culturale il momento si rivela propizio: le crisi pongono la necessità urgente di cambiamento positivo, occorre quindi un cambiamento verso l’alto, capace di svecchiare metodi preumanistici e pragmatistici nell’affrontare la cultura, la vita. In tale ambito di rinnovamento auspicato ovunque non si possono e non si devono più accettare interpretazioni cosiddette libere del contenuto dei testi letterari, ossia liberamente inventate, le quali non hanno più nulla o hanno poco o troppo poco a che vedere con il contenuto semantico-emozionale dei testi originali. Tali libere interpretazioni annullano l’utilità, il senso della presenza stessa di tali testi: se tutti, studiosi compresi e per primi, possono interpretare liberamente il significato di tali testi, perché la presenza di tali testi? Perché un Autore dovrebbe sentire la necessità di scrivere tali testi privi di senso per lui e per gli altri? Perché mai, inoltre, l’evoluzione avrebbe dato spazio alla produzione di fantasia? Credo che il popolo sia oggi del tutto maturo e più che sufficientemente acculturato per poter pretendere verità e giustizia, oggettività e scientificità di approccio al significato dell’arte letteraria e non, specificamente al linguaggio, il quale è la materia base di qualsiasi interpretazione del mondo, di qualsiasi scienza, di qualsiasi tecnologia, di qualsiasi pensiero, dell’arte letteraria e di qualsiasi arte, anche di quella figurativa e musicale, non essendoci altro che animalità senza di esso.

                                                                                                                                       Rita Mascialino

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