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MASCIALINO_cover RACCONTI

Rita Mascialino, Gondola in serenata. (Cleup Editrice Università di Padova 2015). La raccolta comprende dodici racconti ambientati nella Venezia degli anni Sessanta del Novecento e illustrati da dieci acquarelli di Anna Maria Fanzutto, pittrice, scultrice, incisore in Buja (UD. Copertina di Anna Maria Fanzutto.

1.da Il vagabondo

11-12

“(…) Quando anche le porte si chiudevano, si stendeva sul tavolo sotto la pergola e si copriva di giornali. Lo stormire del canale lo invitava ad assopirsi per dimenticare l’inganno della veglia e per sognare le storie più vere del suo viaggio. E vagava allora addentrandosi nelle prospettive più celate di edifici sprangati. Come quando era giunto una notte nei pressi di un palazzo bianco nell’oscurità di tetre colonne ed aveva oltrepassato la cancellata chiusa. Un’immobile dama velata, tale gli era parsa la figura, lo aveva accolto alle spalle, gli occhi e la bocca nascosti, senza volto, il passo frenato negli abiti di pietra. Com’erano belle quelle labbra invisibili e quegli occhi cancellati con il loro sorriso che egli intuiva acuto e spiritoso, appena mosso, tutto per lui nel buio fondo di quell’ora morta, rischiarata dai cristalli di una luna penetrante negli androni come la sbavatura di uan marea inafferrabile e senza respiro. Era salito su scale bianche osservato da sotto quel velo muliebre, così credeva, ed era stato aggredito dal fragore improvviso di viole e violini scoppiati in un’aria già fatta memoria e dimenticata nel coccio disperso della sua vita (…).

 

Rita Mascialino, Anna Maria Fanzutto: Gondola in serenata. Acquarello ad illustrazione dei racconti contenuti nella raccolta ‘Gondola in serenata’.

“L’acquarello di Anna Maria Fanzutto citato nella Recensione sta non solo in copertina, ma anche ad illustrazione dell’ultimo racconto della silloge che dà il titolo alla raccolta. Nel racconto sta una gondola in serenata appunto, ossia con accompagnamento musicale e canto di artisti lirici in passato famosi, ora meno noti per via del tempo trascorso, ma ancora validi, anzi più validi che mai per le malinconiche serenate sul mare notturno di Venezia che essi impreziosiscono con la loro voce nostalgica e commovente. Una tale serenata viene vista e udita dalla protagonista del racconto, mascherata in quanto la scena si svolge durante il Carnevale, la quale si trova su un ponte, sola in quanto ha perso tutti ormai, i genitori, anche il compagno tanto amato. La pittrice Anna Maria Fanzutto ha dato un’interpretazione profonda del racconto e condensata sul piano estetico dell’immagine: nella gondola c ‘è accanto al gondoliere solo una donna, la protagonista, che si proietta nei suoi anni giovanili, quando era ancora a Venezia, tuttavia li rivive in solitudine – è sola nella barca – come di fatto lo è ora che non è più giovane, ossia nella solitudine che connota il viaggio in gondola al chiaro di luna nell’acquarello della Fanzutto  viene condensata sul piano della f antasia artistica la realtà della protagonista del racconto che rivive da non più giovane e senza nessuno vicino a sé la sua gioventù unita alla sua diversa età da cui rivede la sua vita, diversa età che ha acome conseguenza la sua totale solitudine. La  barca, in questo capolavoro estetico e simbolico di Anna Maria Fanzutto, scivola via lentamente sulle acque, senza musica, senza serenata che è solo nei ricordi della protagonista che nel racconto guarda da sola  appunto la serenata in gondola.

Splendida la realizzazione tecnica dell’acquarello che vive della luce soffusa della luna sul canale, una luce che esalta la notte e il mistero delle acque.

Gli ulteriori splendidi acquarelli posti qui e là tra i racconti sono del genere astratto e interpretano del tutto simbolicamente alcuni tratti importanti dei racconti.”

                                                                                                                                                Rita Mascialino