RITA MASCIALINO: MANIFESTO DELLA CRITICA CINEMATOGRAFICA

N.B. “Il ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ non ha niente a che fare con il pregiato ‘Nuovo Umanesimo’ né con il ‘Nuovo Umanesimo Mediceo’, dai quali si distingue per diversità di contenuti, di finalità, di Metodo analitico della semantica letteraria,  di Teoria dell’Arte. Grazie!”

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MANIFESTO DELLA CRITICA CINEMATOGRAFICA

Autrice Rita Mascialino (Genova GE)

Conduttrice della Rubrica di Critica Cinematografia ‘LA SETTIMA ARTE’, in: Rivista Culturale «Lunigiana Dantesca» (Dir. Mirco. Manuguerra), N. 170, Anno XIX, CLSD – Centro Lunigianese di Studi Danteschi – vedi anche www.ritamascialino.com )

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Presentazione del Direttore della Rivista «Lunigiana Dantesca» Mirco Manuguerra, noto tra l’altro quale illustre Dantista.

«Il metodo di analisi elaborato da Rita Mascialino (si veda il n. 167 di LD: «Per una teoria esegetica non arbitraria dell’arte: il ‘Metodo spaziale’») si propone quale strumento aureo per evitare critiche strumentali o pericolose distorsioni rispetto all’impianto strutturale di un’opera d’arte. Il CLSD lo ha oggi sposato con decisione ed ha proposto al nostro critico di redigere un Manifesto per gli scopi di questa stessa rubrica: il Manifesto della Critica Cinematografica è tuttavia applicabile ad ogni tipo di arte. M. M.»

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Sentitamente grata per la Presentazione del Manifesto a Mirco Manuguerra, Direttore della pregiata Rivista «Lunigiana Dantesca», per la quale conduco dal 2018 la Rubrica di critica cinematografica LA SETTIMA ARTE, assegnatami dal Direttore, con pubblicazione di corpose analisi di numerosi film di celebri registi, tra cui finora: Fritz Lang, Stanley Kubrick, Pietro Germi, Fred Zinnemann, Steven Spielberg, Miloš Forman, Paolo Sorrentino, Elia Kazan, Richard Brooks, James Mangold, Delmer Daves, Neil Jordan, Ingmar Bergman.

Grazie, Direttore!

                                                                                            R.M.

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Cenno introduttivo di Rita Mascialino

Se vogliamo capire il mondo, l’ambiente che ci circonda, dobbiamo capire ciò che esso significa, la sua semantica, ossia che cosa significa oggettivamente per la nostra possibilità di vita in positivo e in negativo. Se si sbaglia la comprensione dell’esperienza – ciò che accade facilmente accontentandosi dell’interpretazione libera da adeguate falsificazioni e verifiche di ciò che l’ambiente offre oggettivamente in fatto di rischi per l’esistenza o di fattori positivi – , è possibile che si vada incontro alla propria cancellazione dalla vita o a vario tipo di danno. Questo, detto per evidenziare come la comprensione del significato dei fenomeni sia utile e funzionale alla vita, e come l’invenzione del significato dei fenomeni, come sopra detto libera e frutto di proiezioni soggettive, possa portare all’errore con tutte le conseguenze del caso. Relativamente al linguaggio di parole, fenomeno che distingue l’essere umano, chi interpreta liberamente le sue espressioni si pone di per sé fuori dai percorsi della comprensione.

Da ciò la necessità di capire sul piano oggettivo quanto viene detto nell’intreccio di significati più o meno complessi, consci e inconsci, espliciti e impliciti. Lo stesso vale per i significati espressi da tutte le arti, anche per il Cinema, la Settima Arte, che oltre all’eventuale utilizzo del  linguaggio si serve di immagini, musica, suoni, tipo di inquadrature, luci e ombre, piani di diverso tipo, fotografia e montaggio tra le ulteriori tecniche che tutte sono finalizzate non a se stesse, ma ad esprimere significato, nella fattispecie i significati dei messaggi appunto che si rappresentano intrinseci a ciascun film.

Per finire la brevissima Introduzione: la Semantica è in generale il filtro più interessante dell’esperienza degli esseri viventi, massimamente degli umani.

Buon CINEMA a tutti!

Rita Mascialino

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1.Homo sapiens è l’uomo per il quale tutto significa e che tutti i fenomeni vuole capire sul piano universale dell’oggettività specie-specifica, anche del significato oggettivo del fenomeno artistico.

2.Il Cinema o Settima Arte è una manifestazione del fenomeno artistico.

3.Il Cinema in quanto manifestazione del fenomeno artistico è dotato di significato oggettivo che può essere identificato e compreso secondo Metodi e Teorie specifiche.

4.L’illusione che le varie arti, Cinema compreso, non abbiano significato oggettivo in sé e acquisiscano significato grazie alla reazione esegetica di ciascun fruitore secondo l’insieme maggiore del Metodo delle libere interpretazioni, dà alla presenza del fenomeno artistico nella civiltà umana la qualità dell’insensatezza, dell’inutilità. 

5.Il Metodo focalizzato sulla reazione dei fruitori nelle libere interpretazioni del significato dei Film basate su intuizioni naïf non falsificate capillarmente dà come frutto esegetico l’invenzione più o meno totale del significato dei Film secondo la personalità dei fruitori e non attinge il significato oggettivo dei Film prodotto all’interno della personalità degli Artisti. 

6.Il fruitore non specialista dei Film non è obbligato ad attingere il significato oggettivo dei Film e può ricevere qualche effetto positivo di catarsi attraverso la visione dei Film limitandosi al Metodo delle libere interpretazioni basate sul suo vissuto soggettivo, sulle sue intuizioni non falsificate. 

7.La Critica Cinematografica relativa al significato dei Film che si limiti a spiegare il significato dei Film secondo il Metodo delle libere interpretazioni non falsificate come avviene per il fruitore non specialista, sta sullo stesso piano esegetico su cui stanno i fruitori non specialisti e non si distingue da essi, divenendo presenza culturale inutile.  

8.La Critica Cinematografica dei Film non può fermarsi al Metodo delle libere interpretazioni dei Film basate sulle intuizioni non falsificate per attingere il significato dei Film, bensì deve andare oltre il livello esegetico naïf per attingere il significato oggettivo dei Film quanto più profondamente possibile.    

9.La Critica Cinematografica dei Film relativa al significato dei Film deve spiegare il significato dei Film secondo l’intreccio dei quattro livelli mentali fondamentali: conscio, inconscio, esplicito e implicito intrinseci a quanto espresso in ciascun Film e dare l’interpretazione del significato dei dati raccolti in base a ipotesi tracciate e falsificate in dettaglio, finché l’interpretazione sia coerente nel suo schema fondamentale e in tutti i dettagli possibili.    

10.Qualsiasi ricerca culturale sul Cinema attuata con qualsiasi Metodo e Teoria non può prescindere dalla Semantica dei Film come punto di partenza obbligato, dal loro significato in sé immanente all’opera ottenuto come al N. 9, questo per non rischiare di essere campata in aria o di dare esiti culturali approssimativi ed errati in seno alle Scienze Umanistiche. 

11.Il Metodo delle libere interpretazioni del significato dei Film equiparabile all’invenzione del significato non può formare una base valida per le successive ricerche relative alla configurazione della Storia del Cinema, alla Comparazione tra Film, alla Interdisciplinarietà tra l’Arte Cinematografica e i vari tipi di Arte, alle Estetiche del Cinema, ad altro, ricerche che tutte sono successive alla comprensione della semantica oggettiva dei Film. 

12.L’interpretazione del significato oggettivo dei Film secondo il Metodo Spaziale (o Metodo Mascialino) dà ragione della Semantica dei Film, del loro significato in sé sul piano oggettivo e può pertanto fungere da base per comprendere la natura della Settima Arte nelle più varie angolazioni culturali quali la configurazione della Storia del Cinema, la Comparazione tra Film, le Estetiche del Cinema, la Interdisciplinarietà tra i vari tipi di Arte, altro.

13.I punti chiave di ordine generale sopra citati e che valgono per il Cinema, valgono anche per tutte le Arti.

14.Scienze Umanistiche che inventino i significati delle opere artistiche secondo l’estro soggettivo dei ricercatori non solo non hanno valore, ma non sono neanche adatte a rappresentare la cultura nelle società correttamente democratiche. 

Rita Mascialino (detta Maddalena)

File:Raffaello, Disputa, dettaglio Dante,Stanza delle Signature, Palazzo Pontificio, Vaticano.jpg.  Wikimedia Commons, Immagine di pubblico dominio.

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